Fonte: La Stampa su report Unicef
L’Unicef: un adolescente su 7 ha disturbi mentali diagnosticati Con Dad e social impennata di autolesionismi e tentati suicidi tra i ragazzi
Improvvisamente sembra che il cuore ti stia per esplodere, non riesci a respirare e pensi: “Sto per morire”». Andrea, 16 anni, si racconta così al suo psicologo, descrivendo un attacco di panico. Non un caso isolato. Negli ultimi due anni, a causa del protrarsi della pandemia da Covid-19, gli adolescenti hanno dovuto affrontare una contrazione degli spazi di condivisione, una notevole riduzione dei momenti di socialità con i coetanei oltre a uno svolgimento anomalo dell’attività didattica. Uno spaesamento, una mancanza di punti di riferimento che ha avuto delle conseguenze. Si sono acuiti i comportamenti violenti tra giovanissimi: risse organizzate a Torino, ma anche stupri di gruppo, come accaduto a Reggio Emilia, o molestie e violenze a Roma e Milano durante Capodanno o la movida milanese violenta scandita dalle coltellate dell’altra notte.
